viernes, 10 de abril de 2015



Cuarto poema (de doce)
de El vino triste 
de Cesare Pavese






Creación



Estoy vivo y sorprendí las estrellas en el alba.

La compañera sigue durmiendo y no lo sabe.

Todos los compañeros duermen. El día claro

me es más límpido que los rostros sumergidos.



A lo lejos pasa un anciano: se va al trabajo

o a disfrutar la mañana. No somos distintos,

ambos respiramos el mismo resplandor

y fumamos tranquilos para engañar el hambre.

También el cuerpo del viejo debe de ser puro

y vibrante ‑tendría que estar desnudo frente a la mañana.



Esta mañana la vida nos descubre en el agua

siempre joven, los cuerpos de todos estarán al descubierto.

Habrá un gran sol y la aspereza del camino

y el rudo cansancio abatiendo bajo el sol

y la inmovilidad. Estará la compañera

‑un secreto de cuerpos. Cada uno entregará su voz.



No hay voz que quiebre el silencio del agua

bajo el alba. Ni nada que vibre

bajo el cielo. Solo una tibieza que derrite las estrellas.

Uno tiembla al oír la mañana estremeciéndose

toda virgen, como si ninguno de nosotros estuviera despierto.



                                               Enero 1935



(Traducción del italiano de Renato Sandoval Bacigalupo)




Creazione



Sono vivo e ho sorpreso nell'alba le stelle.
La compagna continua a dormire e non sa.
Dormon tutti, i compagni. La chiara giornata
mi sta innanzi più netta dei volti sommersi.

Passa un vecchio in distanza, che va a lavorare
o a godere il mattino. Non siamo diversi,
tutti e due respiriamo lo stesso chiarore
e fumiamo tranquilli a ingannare la fame.
Anche il corpo del vecchio dev'essere
schietto e vibrante dovrebbe esser
nudo davanti al mattino.

Stamattina la vita ci scorre sull'acqua
e nel sole: c'è intorno il fulgore dell'acqua
sempre giovane, i corpi di tutti saranno scoperti.
Ci sarà il grande sole e l'asprezza del largo
e la rude stanchezza che abbatte nel sole
e l'immobilità. Ci sarà la compagna un segreto
di corpi. Ciascuno darà una sua voce.

Non c'è voce che rompe il silenzio dell'acqua
sotto l'alba. E nemmeno qualcosa trasale
sotto il cielo. C'è solo un tepore che scioglie le stelle.
Fa tremare sentire il mattino che vibra
tutto vergine, quasi nessuno di noi fosse sveglio.

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